
Giovani a risKio in una città a risKio
Cosa significa “giovani a rischio”? o più semplicemente, cosa significa essere a rischio? Si può affermare che il solo risiedere in una città come Foggia possa diventare un rischio?
La città di Foggia compare all'84° posto nella graduatoria CENSIS sulla situazione economica dei capoluoghi di provincia elaborata, con un punteggio pari a -2.48, largamente inferiore alle situazioni riscontrate in moltissime città del centro-nord, tutte in territorio positivo.
La città di Foggia, soprattutto nella zona della V e VI circoscrizione, presenta un'area degradata, mal collegata con il centro, priva di servizi sociali, con forti problemi di devianza minorile, emarginazione sociale ed un alto indice di disoccupazione.
I 2.058 analfabeti evidenziano un marcato squilibrio di cultura di base evidenziano, mentre la presenza di numerosi disoccupati e giovani in cerca di prima occupazione (circa il 20%), costituisce un segnale preoccupante per lo sviluppo economico della città di Foggia ed un potenziale bacino d'utenza per la criminalità organizzata.
Il PIL di Foggia nel 2002 risultava pari a 58,1 pro capite (su 100 di base nazionale), in diminuzione rispetto agli anni precedenti, inferiore a quello delle altre province pugliesi.
Buona la presenza nel settore delle produzioni e manutenzioni di impianti industriali grazie alla presenza di grandi aziende del settore metalmeccanico (Sofim, Alenia), pur in un quadro economico preoccupante ed in ritardo di sviluppo.
Accanto alla tradizionale attività di coltivazione, negli ultimi decenni si assiste alla nascita ed allo sviluppo di un discreto indotto di piccole e medie imprese trasformatrici specializzate nella lavorazione dei principali prodotti locali agricole ed agro-alimentari, che risulta tra le maggiori produttrici in Italia di cereali (grano in particolare), pomodori, olive, uva da vino, ortaggi.
Il territorio presenta indici elevati di produzione anche per quanto concerne gli oli vegetali, la lavorazione e conservazione di frutta ed ortaggi, la produzione di granaglie e di prodotti amidacei.
Molto presente il fenomeno della criminalità minorile, con un aumento delle denunce penali, passate da 1.434 a 1.535; in aumento le denunce per furto (441), per omicidio (4), per estorsione (59). Sono diminuite quelle per spaccio di sostanze stupefacenti (92), per rapina e tentata rapina (146), per reati associativi art. 416 bis c.p. (4). Si perpetua la devianza definita "il malessere del benessere", caratterizzata da episodi di bullismo nelle scuole, lanci di pietre dai cavalcavia e altre simili condotte.
Il fenomeno della devianza minorile è stato esaminato ed analizzato dal Provveditorato agli studi di Foggia, che ha preso in esame i tassi di dispersione scolastica, in progressione nel passaggio dalla scuola elementare alla scuola secondaria di primo grado e da questa alla scuola secondaria di secondo grado. Secondo la citata Autorità scolastica, il fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti nella scuola è legato non tanto alla estrazione sociale dei singoli soggetti ovvero a motivazioni o scelte personali, quanto piuttosto alle condizioni di vita familiare spesso labili e difficili, non supportate da un'idonea politica dei servizi sul territorio.
I delitti di estorsione sono connessi al furto di autovetture, anche se talvolta non viene presentata alcuna denuncia, nella prospettiva del derubato di poter recuperare il mezzo asportato previo pagamento di un riscatto o nel timore di subire pesanti ritorsioni sulla propria attività economica. Le rapine, pur diminuite di numero, sono state caratterizzate da modalità violente e da elevata determinazione criminale.
Fenomeni di devianza giovanile
Notevole è il fenomeno legato al “bullismo”, laddove anche il mezzo di trasporto (ciclomotore) diviene un mezzo di ostentazione di presunte abilità, se non addirittura mezzo per l'esecuzione di vere e proprie azioni criminali. Negli adolescenti, spesso il ciclomotore diventa protagonista di comportamenti devianti attraverso i quali i ragazzi cercano una falsa affermazione della propria personalità, in base a codici comportamentali capovolti.
Questo avviene soprattutto negli adolescenti cosiddetti a rischio, che però troppo spesso non hanno la possibilità di confrontarsi con comportamenti corretti (anche civici o solo stradali) e hanno poca fiducia o danno poco credito alle figure adulte che possono porsi come modello alternativo a quello familiare, come i “classici” insegnanti.
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