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L'analisi che stai per leggere è stata condotta secondo modalità ritenute fortemente sintomatiche della situazione generale del contesto territoriale della periferia interna della città, in quanto bacino naturale di utenza del nostro Istituto, delle scuole in rete, oltre che del Centro Risorse stesso. Si tratta in pratica delle Circoscrizioni comunali IV, V e VI.
Parametri indicativi, purtroppo, della situazione di disagio generale sono da considerarsi la situazione occupazionale, i fenomeni di criminalità, il disagio silenzioso, il disagio e l'abbandono scolastico, il mercato del lavoro.

Tasso di disoccupazione (distinto per genere)

Il tasso di disoccupazione per l'intera provincia di Foggia è pari al 15,4% (pari a circa 37 mila persone in età lavorativa in cerca di occupazione), superiore di circa sei punti in percentuale rispetto alla media nazionale (9,5%).
Per la componente femminile il tasso di disoccupazione è del 24,7% (circa 17 mila donne in cerca di occupazione), superiore di ben undici punti in percentuale rispetto alla media nazionale (13,0%).
Il tasso di disoccupazione maschile è dell' 11,6% (circa 20 mila maschi in cerca di occupazione) rispetto ad una media nazionale del 7,3%. (Fonti Istat).

Presenza di fenomeni di criminalità

In provincia di Foggia sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria dalle forze dell'ordine 23.338 delitti (Istat, Annuario statistiche giudiziarie penali), oltre un terzo dei quali (8.085) nella sola città di Foggia, pari a 52,2 delitti per mille abitanti (contro i 42,2 per mille abitanti registrati sull'intero territorio nazionale).

Una recente indagine Censis ( Misurare l'incertezza nella società italiana ) inserisce la provincia di Foggia tra le province che definiscono l'area della “criminalità emergente”. Si tratta di un gruppo di 21 province, tra le quali appunto la provincia di Foggia, che hanno fatto registrare una preoccupante crescita dell'illegalità (un'incremento di circa il 30% dei delitti che definiscono la delinquenza predatoria, ovvero di quegli illeciti che maggiormente colpiscono la privacy e l'incolumità personale dei cittadini).

In particolare la provincia di Foggia risulta:

•  tra le prime dieci province (9^ posto) per numero di furti d'auto denunciati all' autorità giudiziaria dalle forza dell'ordine (con 6.126 furti pari al 2,1% del dato nazionale). Nella città di Foggia i furti d'auto denunciati sono stati 2.209 (pari al 36% del dato provinciale, con un peso sul totale dei delitti denunciati in città del 27%;
•  tra le prime dieci province (4^ posto) per numero di omicidi denunciati: 32 omicidi, pari al 4% degli omicidi denunciati a livello nazionale, 11 dei quali nel comune capoluogo.
I minorenni denunciati e sottoposti a procedimento penale nell' anno 2000 sono stati 232 per la sola città di Foggia, pari a circa il 40% dei minori denunciati della provincia e al 16,5% dei minori denunciati dell'intero distretto Bari-Foggia. Rispetto al 1999 si registra un incremento del 20%, in netta controtendenza rispetto al dato del distretto che fa registrare un calo dei minori denunciati del 16,8% (da 1.688 a 1.405) (Fonte: Procura della Repubblica presso Il Tribunale per i Minorenni di Bari).

Presenza di fenomeni di “disagio silenzioso”

Dai dati sull'utenza dei consultori familiari della Asl Fg/3 D.s.s. n.1 e n.2 della città di Foggia risulta che circa un terzo degli utenti è costituito da adolescenti e giovani, in maggioranza di sesso femminile. La domanda prevalente posta da questo gruppo di utenza riguarda problematiche relazionali e di identità.
Significativi sono i tassi di ripetenza e di frequenza irregolare registrati nelle scuole dell'area interessata dall'intervento: i ripetenti rappresentano circa il 7 % della popolazione scolastica interessata (il 14% tra gli studenti del biennio delle scuole medie superiori); i ragazzi e le ragazze con frequenza irregolare il 5%.
I suicidi e i tentativi di suicidio rapportati a 100 mila abitanti raggiungono per l'intera provincia un livello pari rispettivamente a: 2,7 e 1,7 (Istat).

Mercato del lavoro e occupazione

La contrazione del mercato del lavoro, che rappresenta allo stato attuale uno dei problemi di maggiore entità, può essere considerata una conseguenza diretta delle difficoltà del sistema socio-economico nel suo insieme di collegarsi più efficacemente ai processi di globalizzazione e di crescente apertura internazionale, rideterminando le direttrici dello sviluppo in misura più integrata e sistemica, a partire da un crescente ruolo delle economie legate alla qualità della vita, alla tutela e valorizzazione dell'ambiente e del territorio, della creazione dei servizi connessi alla diffusione delle tecnologie dell'informazione.

Il Sistema-Puglia, negli ultimi anni, è stato in grado di creare un numero significativo di nuovi posti di lavoro: la nuova base occupazionale ha raggiunto le 23.000 unità, mentre il processo di espulsione dal mercato dell'occupazione ha evidenziato valori numerici nell'ordine delle 15.000 unità (pari all'1,3% degli occupati relativi al 1997); da ciò deriva un saldo occupazionale netto di segno positivo (+8.000 occupati).

Si rileva, tuttavia, un tasso di occupazione - pari al 34,5% - che continua a marcare un ritardo di 7,3 punti percentuali dalla media nazionale (rispetto ai 5,9 punti degli anni precedenti) con un vantaggio comparativo di 0,6 punti rispetto al dato medio delle regioni meridionali (+0,9 punti).

Il tasso di disoccupazione (20,9% negli ultimi cinque anni), al netto della C.I.G., ha manifestato in Puglia una crescita di 1,7 punti percentuali rispetto ai dati precedenti (+0,6 punti per il Mezzogiorno; -0,1 punti per l'Italia); tale risultato – che evidenzia una crescita annua delle persone in cerca di occupazione pari all'11,6% (rispetto al +4,2% del Mezzogiorno) – si configura come dato medio dei saggi di crescita delle diverse classificazioni delle forme di inoccupazione (disoccupati in senso stretto, persone in cerca di prima occupazione, altre persone in cerca di lavoro) ed annovera una crescita percentuale del segmento dei giovani e delle donne alla ricerca del primo impiego pari al 12,8% rispetto al 1997 (a fronte del +4,5%, come dato medio delle regioni meridionali).
Il territorio registra un sensibile deterioramento della condizione occupazionale che, a partire dall'ultimo lustro, ha accusato una lievitazione del tasso di disoccupazione pari a ben 7 punti percentuali (dal 13,9% al 20,9%) che segna un incremento nettamente superiore al dato medio del Mezzogiorno (+5,3 punti) e dell'intero Paese (+2,1 punti percentuali).

  Dispersione scolastica (nazionale)

L'indagine campionaria 2004 sulla dispersione scolastica nelle scuole statali elaborata dal MIUR evidenzia che nel Sud la percentuale degli alunni non valutati al primo anno è pari al 6,2% nelle scuole superiori, mentre scende al 3,4% la percentuale di alunni non valutati agli scrutini finali.

Come per il passato, la dispersione scolastica colpisce maggiormente gli istituti professionali (8,93%) e gli istituti d'arte (6,49%) mentre il fenomeno è più contenuto nei licei scientifici (1,84%). A rischio abbandono soprattutto il primo anno di corso che, sebbene rispetto l'anno scolastico precedente abbia registrato un lieve calo per alcuni tipi di istruzione, complessivamente in Italia ha riportato una astensione dagli studi del 6,4% con un picco nelle isole pari al 10,21%. Il fenomeno interessa, sebbene in misura inferiore, anche gli istituti magistrali, che registrano una percentuale di abbandono del 3,2%. A lasciare la scuola sono soprattutto i maschi. Le femmine sono più brave: frequentano regolarmente, ottengono votazioni più alte ed in proporzione, più promozioni.