L'Uno per
l'altro........ ..


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Sei anni di musica a scuola, sei meetings finali, sei spettacoli ogni anno più belli e pieni di contenuti e valori: ma quest’anno è un’altra storia. Quest’anno comincia “Fortisenzaviolenza”. Non è un’idea nostra, l’ha pensata Mathias Kaps, germanico dagli occhi azzurri ed i capelli biondi, ma un gruppo di promotori l’ha portata in Italia, a Foggia, insomma qui.

L’hanno portata e voluta il Centro 2you (un vulcanico centro di aggregazione giovanile), il Centro Servizi per il Volontariato “Daunia”, il Servizio per la Pastorale Giovanile, gli Assessorati alla Pubblica Istruzione del Comune e della Provincia di Foggia. E infine l’Einaudi, l’Istituto di Istruzione Superiore che da sei e più anni si batte contro il disagio giovanile e la dispersione scolastica col suo Centro Risorse “àncora”.

E’ bello vedere centinaia di giovani formichine che saltano ballano cantano dipingono sorridono corrono, riempiono insomma di vita i bei laboratori musicali e i vetusti antri del Palazzo degli Studi. E’ bello vederli attendere l’arrivo di chi non conoscono se non per sentito dire. E’ bello comprendere che non sono diffidenti e che sono felici come chi si aspetta da un momento all’altro un grande regalo. E’ bello vedere che incredibilmente non litigano più (che succede?).

E il regalo, infine, arriva. Il Gen Rosso scende da pulmann e tir, e un po’ per volta, con discrezione, entra nello strano mondo della scuola italiana.

All’inizio capannelli di ragazzi nei corridoi intorno a Nando, Paul, Tomek, l’assedio dei docenti a Lode e Valerio (a ognuno il suo), poi si sparge la voce e nel pomeriggio è workshop.

Che dire: è quasi impensabile che nella scuola possano operare 250 ragazzi, una trentina di docenti, amministrativi, assistenti tecnici, collaboratori, 20 Gen, e persino genitori preoccupati (o curiosi?) e docenti delle scuole di origine dei ragazzi “forestieri”, contemporaneamente, senza tamponamenti, con una miracolosa moltiplicazione di strumenti tecnologici e musicali: quanto viene chiesto, tanto si ha. Non c’è più nulla che possa fermare il cantiere.

Quattro giorni di cantiere tra i laboratori Einaudi e l’Arena Mediterraneo. Lode, ora regista, ora terapeuta, Santino arrampicato su scene, quinte, muri, tralicci, sembra l’uomo ragno, i diciassette ragazzi Gen di ogni angolo più sperduto del mondo magnifici tutor delle centinaia di ragazzi tra prove di recitazione, di ballo, di canto.

E arriva il momento della performance, scende la sera, i trecento in scena vengono abbracciati dai quattromila dell’arena che ricevono, come tutti, ciò che si aspettano: calore, musica e messaggi forti, molto forti.

Quando le luci e gli amplificatori si spengono, tutto viene smontato, in silenzio e con qualche lacrima. Sembra che sia finito, ma è appena cominciato: Grazie Gen…