Cosa vuoi fare da grande?
(o Cosa farai da grande?)
E’ davvero esigua la percentuale di giovani che realizza da adulto il desiderio di svolgere l’occupazione “sognata” e/o desiderata: la gran parte deve accontentarsi di quel che offre il mercato (sempre meno in verità) nell’ipotesi fortunata di avere le capacità e competenze richieste dal mercato stesso. Non sempre, fra l’altro tali competenze sono il frutto diretto del corso di studi seguito.
E’ lampante allora che se si diventa un po’ strateghi, attenti alle modificazioni del mercato produttivo, buoni promotori di se stessi, vogliosi di acquisire saperi anche diversi da quelli canonici della scuola, indirizzandosi possibilmente verso quel che può piacere, si possono ottenere buone chances di fare ciò che si vorrebbe fare.
Esiste, è vero, l’università che offre senza dubbio maggiori possibilità di intraprendere professioni di maggior qualità e remunerazione economica, ma se proprio non puoi permetterti l’università, esiste la possibilità di svolgere lo stesso professioni gratificanti?
La risposta è senza dubbio affermativa, soprattutto se si possiede la voglia e la forza di diventare piccoli imprenditori di se stessi, alla luce anche delle recenti riforme dei contratti di lavoro, se si costruiscono idee chiare su ciò che si vorrebbe fare e non rimanere dei sognatori nel paese delle meraviglie (che non c’è), se si diventa consapevoli del fatto che non esistono regali e non si ottiene nulla senza sforzo e fatica

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